Immaginarsi il futuro del Goriziano congiunto nel Triangolo di condivisione del Forum –
Zamišljanje prihodnosti skupne Goriške v Forumovem Trikotniku sožitja

Photo: Sava Sabadin, Lidia Strain
Conoscere le lingue e i linguaggi del territorio congiunto è solo uno degli imperativi emersi dal proficuo dibattito al Festival del giornalismo organizzato dall’Associazione leali delle Notizie che quest’anno ha invitato il Forum italo-sloveno a partecipare con l’organizzazione del dibattito incentrato su l’avvicinamento delle due città limitrofi e la loro integrazione urbana e sociale. Indubbiamente, per risolvere le sfide dello sviluppo sociale delle due città vicine bisogna continuare il processo di avvicinamento ed integrazione già iniziato, che sarà celebrato con la vicina manifestazione della Capitale della cultura GO! 2025. Questo evento va guardato come un traguardo importante, ma non come un punto d’arrivo, hanno ribadito tutti i partecipanti della tavola rotonda moderata da Stefano Lusa, giornalista e caporedattore della Radio Capodistria.
Al dibattito, che è stato introdotto dal Presidente del Forum italo-sloveno Jurij Giacomelli, hanno partecipato cinque testimoni di un processo di avvicinamento e di integrazione di fatto tra le due citta, effettivamente già avviato: Andrea Bellavite, giornalista e direttore della Basilica di Aquileia; Giovanni Fraziano, professore ordinario di composizione architettonica e urbana, Università di Trieste; Rene Rusjan, artista, professoressa e direttrice del programma dell’Accademia delle arti Università di Nova Gorica;
Mateja Zorn, direttrice del programma Kinoatelje, Gorizia (Gorica) e Igor Komel, direktor, Kulturni dom, Gorizia (Gorica).
Bisogna ragionare insieme lungo le assi del lungo le assi del Triangolo di condivisione, in cui esse collegano le componenti principali di un ecosistema sociale nascente nelle due Gorizie e nei suoi d’intorni; Polo universitario transfrontaliero dell’innovazione, Infrastrutture “soft” e “hard” e il “Palcoscenico”. Quest’ultimo ha già una notevole riconoscimento nelle due città’, come ha dimostrato Igor Komel con la sua testimonianza.
Ragionare insieme sullo sviluppo economico, urbano e sociale permetterebbe di fare leva sulla pianificazione delle infrastrutture a partire dalla ferrovia veloce che potrebbe collegare Italia e Slovenia proprio attraversando le due città. Oggi le due città appaiono molto diverse, ha nottato il professor Franziano. Quindi, tanto quanto vadano identificati i punti di congiunzione dello sviluppo condiviso, ci voglia creare anche egli spazi urbani d’incontro e di condivisione.
Creare il polo universitario congiungo significherebbe potere invertire le tendenze demografiche negative per entrambe le città per arrivare alla massa critica dei giovani talenti che potrebbero sfruttare le opportunità del futuro. Tra queste, oltre al ripensamento della logistica, il turismo enogastronomico, storico-culturale e sostenibile, ribadito da Andrea Bellavite, e alcune nicchie del settore manufatturiero si potrebbe scommettere anche sul settore cinematografico, come hanno dimostrato proprio le testimonianze di Rene Rusjan e Mateja Zorn.
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